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IL DOLORE DURANTE LE MESTRUAZIONI HA UN NOME: DISMENORREA

Aggiornamento: 10 dic 2023

Endometriosi e/o fibromi non sempre i responsabili.


Innanzitutto, è importante spiegare che la dismenorrea è un disturbo mestruale che causa dolore addominale durante il periodo mestruale. Questo dolore può essere leggero o grave e può essere accompagnato da altri sintomi come nausea, vomito, diarrea, stanchezza e mal di testa.


Ci sono due tipi di dismenorrea: la dismenorrea primaria e la dismenorrea secondaria.


La dismenorrea primaria di solito ha inizio nell’adolescenza e può migliorare con l’età e dopo la gravidanza. È più comune della dismenorrea secondaria.

La dismenorrea secondaria, invece, è causata da problemi di salute come l'endometriosi, i fibromi uterini o l'infiammazione pelvica.


Attenzione al dolore molto intenso

Non è necessariamente endometriosi


E’ scorretto pensare che quando si ha a che fare con un dolore molto intenso si tratti necessariamente di dismenorrea secondaria: nel 5-15% circa dei casi di dismenorrea primaria i crampi sono tanto forti da interferire con lo svolgimento delle normali attività e causare assenze dai luoghi di studio.


Il dolore nel caso della dismenorrea primaria è determinato dalle contrazioni dell'utero durante il periodo mestruale.

Queste contrazioni sono il risultato di una produzione elevata di prostaglandine.

Tuttavia, le cause esatte della produzione elevata di prostaglandine non sono ancora completamente comprese.



Cause

Si ritiene che ci siano diversi fattori che possono contribuire alla dismenorrea primaria, tra cui:

  1. I livelli ormonali: la dismenorrea primaria può essere causata da un'alterazione degli ormoni femminili, in particolare degli estrogeni e del progesterone, che sono coinvolti nella regolazione del ciclo mestruale. Gli squilibri ormonali possono causare la produzione elevata di prostaglandine, che possono causare dolori mestruali.

  2. La genetica: la dismenorrea primaria sembra essere ereditaria, con un'alta incidenza di casi nella stessa famiglia.

  3. La dieta: alcuni studi suggeriscono che una dieta povera di nutrienti essenziali come il calcio, il magnesio e le vitamine del gruppo B, può contribuire alla dismenorrea primaria.

  4. Lo stile di vita: il fumo di sigaretta e lo stress possono contribuire alla dismenorrea.


Terapia

Per alleviare il dolore della dismenorrea, ci sono diverse opzioni di trattamento.


I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l'ibuprofene o il naprossene, sono spesso prescritti per alleviare il dolore.


Esistono però numerose alternative al trattamento farmacologico che permettono di gestire molto bene i sintomi rendendoli più che tollerabili se non addirittura assenti.


Ecco alcuni integratori alimentari che potrebbero essere utili per prevenire o alleviare i sintomi della dismenorrea primaria:


  • Magnesio: il magnesio è un minerale importante per la salute dell'utero e dei muscoli. Integratori di magnesio possono aiutare a ridurre i sintomi della dismenorrea primaria. La dose consigliata di magnesio è di circa 200-400 mg al giorno.

  • Vitamina B6: la vitamina B6 è importante per la regolazione degli ormoni femminili e può aiutare a ridurre i sintomi della dismenorrea primaria. La dose consigliata di vitamina B6 è di circa 50-100 mg al giorno.

  • Vitamina E: la vitamina E è un antiossidante che può aiutare a ridurre il dolore e l'infiammazione associati alla dismenorrea primaria. La dose consigliata di vitamina E è di circa 200-400 UI al giorno.

  • Olio di pesce: l'olio di pesce è una fonte di acidi grassi omega-3, che hanno proprietà antinfiammatorie. Integratori di olio di pesce possono aiutare a ridurre il dolore e l'infiammazione associati alla dismenorrea primaria. La dose consigliata di olio di pesce è di circa 1-3 grammi al giorno.

  • Vitamina D: la vitamina D è importante per la salute ossea e può aiutare a ridurre il dolore associato alla dismenorrea primaria. La dose consigliata di vitamina D è di circa 1.000-2.000 UI al giorno.

In associazione all’integrazione, svolgere un’attività fisica aerobica di lieve/moderata intensità, con regolarità, può aiutare a mantenere l'equilibrio ormonale e ridurre i sintomi.

Prestare attenzione invece all’attività fisica troppo intensa che potrebbe portare ad un peggioramento dei sintomi.


In alcuni casi potrebbe tornare utile apportare alcune modifiche alla dieta andando a ridurre il più possibile se non eliminare alcuni alimenti ad alto potere infiammatori; es: latte vaccino e derivati, zucchero, alcool, glutine, etc.



Alcune donne trovano utile applicare calore all'addome attraverso una semplice boule dell’acqua calda oppure utilizzando dei cerotti riscaldanti specifici da applicare nelle aree in cui il dolore è presente.


Inoltre altri trattamenti come l’osteopatia oppure inerenti alla medicina complementare (agopuntura, fitoterapia, etc.) possono dare un miglioramento della sintomatologia.




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